domenica 2 ottobre 2011

The Black Panther Party for Self-Defense (the problem with those guys, is that they speak up for themselves)

contravvenendo subito alla mia dichiarazione d'intenti, pubblicizzo un attimo un tema che non è per nulla accademico, anzi. nell'accademia penso sia alquanto marginale, come immagino manchi dai programmi dei college americani. io, che studio "letteratura e cultura" afroamericana da un anno e mezzo (per carità, non è comunque un cazzo, e avrò certamente letto un millesimo di quello che c'è da leggere a riguardo), non ne avevo mai letto da nessuna parte, ne tanto meno sentito parlare, nonostante una delle preoccupazioni centrali di chi insegna e fa ricerca sugli studi afroamericani sia la questione dell'identità nera negli stati uniti. e pare che i combattenti del Black Panther Party for Self-Defense non abbiano (e non abbiano avuto) nessun dubbio sulla propria identità e sulla propria libertà di pensiero e di azione. è di loro che vi accenno un attimo, dopo averne scoperto un po'di cose al Black Panther Film Festival che sta svolgendosi qui in Harlem in questi giorni, in un cinema piccolo come la casetta della mia defunta roditrice virgola (un criceto).

prima di proseguire, apro due parentesi, tanto per chiarire quello che segue. parentesi UNO: l'eredità dello schiavismo e delle convinzioni razziste che avevano permesso allo schiavismo di esistere negli usa, è un'eredità a tutt'oggi percepibile nella quotidianità statunitense. questa eredità prende varie forme, una delle quali è il continuo riproporsi della questione del colore della pelle, che suscita tensioni tra i vari gruppi etnici (che poi sono anche gruppi economici); parentesi DUE: una delle varie forme che prende l'eredità dello schiavismo, è il problema dell'identità nera; questo è un problema che curiosamente vale più per gli afroamericani/caraibicoamericani che per altri gruppi etnici, e che consiste in una certa difficoltà a definirsi in termini diversi da quelli impostati dal discorso razzista -> es: il bianco dice che il nero non sa leggere e scrivere perchè è inferiore. il nero impara a leggere e a scrivere per dimostrare al bianco che non è inferiore. ma poi si trova nell'imbarazzante situazione di doversi chiedere se il fatto di leggere e scrivere lo rappresenti veramente, o sia solo un insieme di capacità che ha appreso per dimostrare al bianco la propria "umanità" (poco paradossale questa questione?? vi assicuro che è molto rappresentativa dell'annosa questione identitaria nera negli usa).

il Black Panther Party (d'ora in poi BPP) è riuscito, uno tra tanti movimenti politici e culturali neri statunitensi, a trovare una risposta soddisfacente alla questione identitaria, mostrando quanto la razza non sia altro che una costruzione ideologica utile a mantenere in piedi un sistema economico e di pensiero fortemente anti-persona. questo sistema economico e di pensiero ha assunto nel corso della storia recente vari nomi che vanno da colonialismo a imperialismo a capitalismo a neocolonialismo a neoimperialismo a lobbismo eccetera.

in particolare, questo sistema economico e ideologico è quello che, nella prima metà del novecento, genera il KKK e i linciaggi contro i neri che, nel sud degli usa, si spostavano a vivere nelle grandi città cercando lavoro, e lasciandosi le piantagioni di cotone alle spalle. infatti, il BPP nasce in città come los angeles, detroit, e via dicendo, come organizzazione spontanea di giovani di colore che, aggregando gang antagoniste dei ghetti contro gli sbirri (e pare che quelli di LA fossero particolarmente folli), decidono di difendere le loro comunità dalle continue aggressioni sia poliziesche che parapoliziesche (KKK), fomentate dal governo che spera così di riuscire a ricacciare i neri nelle campagne, fuori dalle città bianche dei suprematisti di tutte le classi esistenti (dagli operai terrorizzati di perdere il lavoro per via della manovalanza nera a basso costo, ai capi d'industria a cui i neri fanno ancora comodo schiavizzati). incoraggio chiunque mi legge ad approfondire la questione dei linciaggi e dei pestaggi gratuiti, per rendersi conto delle proporzioni della mattanza. il progetto iniziale del BPP, che sarà anche quello che verrà utilizzato contro il movimento per discreditarlo, è semplice: dal momento che la legge federale della california consente ai cittadini di armarsi per legittima difesa, i cittadini (neri) si armano per difendersi contro i poliziotti (bianchi) e contro i suprematisti (bianchi).

a tutto questo si accompagna una strategia più profonda e pericolosa. è la strategia della consapevolezza. i neri dei ghetti, oltre ad armarsi e a coalizzare gang precedentemente incoalizzabili attorno alla questione pratica di difesa immediata della comunità, cominciano anche ad interrogarsi sulla propria condizione economica e sociale. terza parentesi o parentesi TRE: in questi stessi anni, il Civil Right Movement sta radunando neri e bianchi per protestatre contro la discriminazione legale dei neri in america - per intenderci, quella che obbliga i neri a stare in piedi in fondo nei bus, o quella che li fa bere a fontane apposta per loro, o che gli impedisce di entrare in certi negozi, e che chiaramente li esclude da qualsiasi tipo di occupazione diversa da quella del servo a pagamento. il BPP intraprende una strada più radicale, e fortemente influenzata dalle letture socialiste e marxiste che i suoi membri hanno deciso di approfondire: non solo difende il quartiere, la comunità, dagli attacchi fisici, ma la difende anche dagli attacchi economici di un sistema basato sulle classi e sull'individualismo consumista: combattenti e cittadini uniscono le forze e mettono in circolo quello che hanno per dare cibo, vestiti, e istruzione ai propri figli, fratelli, sorelle, vicine di casa, nonni, nonne. e cominciano a diffondere il verbo di quella che per loro è la vera strada per l'indipendenza. non il civil rights movement, o almeno non solo quello, non solo l'elemosina dai bianchi (o dai ricchi) e dal loro sistema. il BPP sta creando cultura, consapevolezza, autarchia, autosostentamento, fratellanza, comunità, identità in una lotta che è per la sopravvivenza ma anche per la dignità. e la cosa veramente figa, è che il BPP non sta creando tutto ciò per la comunità nera contro la comunità bianca ma, come recita uno dei suoi slogan, il BPP sta creando una nuova identità per tutti quelli a novanta contro tutti quelli in piedi che glielo pianta*o nel culo. cioè in realtà lo slogan diceva qualcosa tipo per gli oppressi di tutto il mondo, contro gli oppressori, ma messa così vi sarebbe suonata un po'retorica, no? già ho usato termini ultrapoliticizzati come lotta classe marx ricchi poveri neri bianchi criceto.

insomma, la cosa mi ha incuriosita e la sto approfondendo. ah, naturalmente ora chi del BPP non è morto ammazzato è in galera da trentanni o ne è appena uscito. e questo perchè non parlano di cazzate. il BPP opera a partire dagli anni sessanta. c'è un mare di cose su di loro da dire da aggiungere eccetera. per ora lascio questi appunti mal scritti e questi due trailer:

documentario "41st & Central: the Untold Story of the LA Black Panthers"

documentario "The Black Power Mixtape: 1967-1975"

1 commento:

  1. non ricordo se gia conoscevi o se ti avevo gia parlato, ma ti invito a guardarti la "woodstock della musica black" ovvero il festival Wattstax. cerca , guarda e poi dimmi!e se ti capita di trovare una versione in dvd low cost (che credo li sia come trovare il cd di orietta berti in autogrill da noi, prendime una copia che poi ti do i soldi quando torni:) baciotti!

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