Santo padre. Lei è un soggetto.
Dice?
Beh, dico, santo padre.
Beh, modestamente, signor adritano celenano.
Sua santità.
Signor celenano.
Singor celenano?
Sì, santo padre?
Perché dice?
Ma santo padre, non lo sa da sé?
Beh, immagino di sì, ma mi piace sentirmelo ripetere.
Vede, santo padre, lei continua con estrema abilità a cagare sulla testa della gente.
Come come, amico mio? Vorrei, ma rischio le fruste del nostro signore.
Ma lo fa già, santo padre.
E come lo farei, signor celenano?
In molti modi, signor santo padre.
Mi illumini.
Con piacere. Lei ha felicemente aderito ad un progetto che ci ha confusi tutti, per secoli.
Lei è un complottista, signor celelano?
No, mi lasci dire.
Prego, che dio la benedica.
Grazie, che dio la protegga. Dicevo. È semplice. Lei rappresenta lo spostamento della rettitudine dalla mente alla bocca. Dalla convinzione alla propaganda. Dalla consapevolezza al dogma. Ha contribuito a dare alla gente una scusa per scaricare la responsabilità di sé, e appassionarsi alla lamentela e alla servitù.
Io?
Sì lei.
E lei allora? Che promette via cavo la vita dopo la morte, non abbindola anche lei i totosanremesi con facilonerie abbiette? Non li distrae dalla vita qui ed ora?
Beh. Non ho mica detto di essere perfetto.
Signor celenano. Lei è un soggetto.
Dice?
Beh, dico, signor celenano.
Beh, modestamente, signor santo padre.
Signor celenano.
Sua santità.
per chi pensa che in questo racconto si salvi qualcuno, sappiate che in realtà non si salva proprio nessuno. se l'avete pensato è perchè devo ancora far pratica
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